Erendal di Gavrillach - Le Quattro Armate![]() |
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La prefazione di Ilaria Candidi Ispiratosi al fantastico mondo di Warcraft, l’autore dimostra di muoversi agevolmente nel panorama fantasy, specialmente per quanto riguarda il mondo degli elfi. “Erendal di Gavrillach – Le quattro armate” lo possiamo collocare però in un filone specifico tutto suo, in cui Ivano Dell’Armi si diverte a combinare le sue conoscenze spaziando anche nelle ambientazioni tipiche di Dungeons & Dragons, il GdR di Gary Gygax e Dave Arneson, e perché no anche de Il Signore degli Anelli di Tolkien, passando perfino per la Trilogia degli Elfi Oscuri di R.A. Salvatore. Il fatto strabiliante sta che, pur ispirandosi al mondo fantasy conosciuto, Ivano Dell’Armi racconta il suo cammino elfico, tratto in primo luogo dalle sue esperienze personali. Erendal è un elfo, un guerriero, un personaggio dal carattere molto particolare, Erendal è nientemeno che l’alter ego avventuroso dell’autore stesso. Il tema di base forse non è proprio originale: il protagonista è il classico personaggio sospeso tra bene e male, in cui l’influenza del maligno sembrerebbe prevalere sui suoi reali sentimenti. Ma l’autore sa affrontare questo tema svariando molto sulle sfumature di un carattere che, come detto, è esattamente il suo. E perciò lo fa in maniera davvero particolare.La chiave di lettura del libro è duplice, dietro la narrazione tipicamente fantasy c’è una morale, c’è l’ingegno di uno scrittore che, pur esprimendosi in prima persona con la voce del protagonista, è capace di lasciare grande spazio anche ad altri personaggi. Pensa con la testa del protagonista, ma sa raccontare le emozioni che percepisce anche degli altri. Ivano Dell’Armi è un autore fantasy nuovo, in cui si sente l’influenza dark dello stile, ma riesce anche ad abbandonarsi in ampi momenti di romanticismo. E’ un autore completo, anche saggio, sicuramente imprevedibile nella narrazione; e rappresenta appunto qualcosa di nuovo che vale la pena di leggere; il suo lo potremo definire uno stile variegato, anche multicolore, ma soprattutto molto ricco nel lessico e scorrevole nei dialoghi che rappresentano un punto di forza della narrazione: spesso Erendal si esprime nel suo linguaggio elfico, lasciando solo immaginare al lettore il significato delle sue parole, altre volte invece sono i suoi interlocutori che lasciano intendere il senso delle sue parole elfiche. Il finale è una vera chicca che lascia aperta la strada a molte soluzioni: cosa avrà in mente Ivano Dell’Armi nel suo futuro? Insomma Erendal di Gavrillach è una lettura che senz’altro non deluderà gli appassionati del genere fantasy, ma che può catturare anche l’interesse di lettori non tipicamente del genere fantasy. Ci aspettiamo molto da questo autore che, per chi già lo conosce, sa stupire i suoi lettori con effetti speciali fatti di lettere e frasi. Largo a questo autore che merita un applauso per questa sua prima opera ufficiale. Il libro si presta senz’altro ad un sequel (l’autore infatti ha promesso altri due capitoli della saga), ma anche ad un prequel, e perché no… se vogliamo… anche ad un qualcosa da cui può nascere un nuovo libro ispirato ad uno degli altri personaggi: sono almeno due le figure importanti che si muovono accanto ad Erendal e che potrebbero avere vita propria. ![]() Web Book: http://erendaldigavrillach.splinder.com/(in pubblicazione) |
![]() ..”Sono un elfo, sono un guerriero… sono anche un demonio se voglio.. ..ma la natura mi ascolta. Mi ha sempre ascoltato..".. Lo scrittore Attilio D'Arielli dice... Un libro unico, un nuovo genere di fantasy, forse una nuova
Saga.Mai come in questo libro, è stata sviscerata la più segreta personalità
di Elfi e Demoni che, tra gli infiniti poteri della magia, vivono anelando
amore, ma sopravvivono più spesso nell' odio. L'autore riesce a narrare i
tenebrosi passaggi dell'anima dei suoi personaggi, le più intime introspezioni
dei protagonisti. In una sorta di festival Hegeliano delle idee e del
loro opposto, ma come nella realtà del quotidiano, ognuno di loro porta in se la
sofferenza del vivere. Nel libro di Ivano dell' Armi non vi potrete
fidare di nessuno, nemmeno degli eroi. L'autore infatti, riesce a scovare le
tenebre che albergano nascoste nei cuori degli stessi personaggi positivi. Per i
personaggi del libro, Il male è ovunque e in qualsiasi momento può esondare come
fiume in piena, spostando l'asse del destino delle loro personali
storie. Demoni, Mostri ed Elfi; inevitabilmente, anche per loro, i rari
momenti di serenità della vita, passano attraverso il percorso della
sofferenza. Geniale poi, la famosa frase di Ketry; "Non avevo mai
visto nessun guerriero battersi come un demonio per il bene", che può essere
considerata uno storico richiamo a quel " il fine giustifica i mezzi", frase
questa, da sempre attribuita al Machiavelli.
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rendal è un guerriero elfo del Popolo della Notte. Ripudiato dalla sua stessa razza per un capriccio degli Dei è costretto ad intraprendere un viaggio senza ritorno. Accecato dalla follia ed alleatosi con una legione di demoni si lascia dominare dalla magia nera dimenticando la sua indole benevola. Soltanto un'anima, Llian, con la sua dolcezza, sembra in grado di controllare il demone che si agita in lui...